Incontro 2 del Ciclo – Mondi alieni: gli esopianeti
Incontro 2: “Come si scoprono e si studiano gli esopianeti”.
Lunedì 09 Novembre 2026 ore 21.00 –
La scoperta degli esopianeti è resa possibile da metodi di osservazione indiretta ed è condotta tramite osservazioni telescopiche eseguite da Terra o, più efficacemente, mediante osservazioni effettuate da telescopi posti in orbita terrestre o solare, quali il telescopio Kepler (non più operativo), la missione TESS (attualmente in attività), il JWST e altri.
I pianeti, rispetto alle stelle, emettono molta meno luce nel cosmo. Per questo motivo, l’individuazione diretta di pianeti extrasolari risulta estremamente difficile: in condizioni normali di visibilità, i pianeti hanno solitamente una luminosità pari a circa un milionesimo di quella di una stella. In aggiunta a questa intrinseca difficoltà di rilevazione, l’elevata luminosità delle stelle madri genera un bagliore che tende a coprire la luce debolmente riflessa dai corpi celesti del sistema.
Per tali ragioni, i telescopi attuali forniscono per lo più informazioni indirette sui parametri fisici e orbitali degli esopianeti. L’osservazione diretta è possibile solo in circostanze straordinarie, nello specifico per i pianeti più massicci (considerevolmente più grandi di Giove), sufficientemente distanti dalla propria stella e di recente formazione, i quali, essendo più caldi, sono capaci di intense emissioni nello spettro infrarosso.
Attualmente vengono utilizzati sei metodi principali di osservazione dei pianeti extrasolari, che comprendono l’astrometria, la variazione della velocità radiale della stella attorno a cui gli esopianeti orbitano, la variazione del timing delle pulsar qualora vi siano esopianeti in orbita attorno a esse, e il metodo dei transiti, che sfrutta la diminuzione di luminosità della stella ogni volta che un pianeta le passa davanti. Tramite il metodo dei transiti, analizzando particolari variazioni della curva di luce, è possibile individuare anche eventuali esolune orbitanti attorno ai pianeti. Completano il quadro delle tecniche di indagine il microlensing gravitazionale, molto efficace per la scoperta dei Rogue Planets, e la rilevazione dell’emissione di radiazione infrarossa da parte degli eventuali dischi di materia presenti attorno agli esopianeti.
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Speaker
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Gaspani Adriano - Società Italiana di Astrobiologia SETI - Institute Constellations Program)



